Per i versamenti con la maggiorazione dello 0,4% il termine scade il 20 agosto

Di Massimo NEGRO

Per i contribuenti interessati dall’applicazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA), compresi quelli aderenti al regime forfetario o dei c.d. “minimi”, scade lunedì 20 luglio il termine per il versamento del saldo 2019 e dell’eventuale primo acconto 2020 di imposte e contributi, senza la maggiorazione dello 0,4%.
Applicando la maggiorazione dello 0,4% a titolo di interesse corrispettivo, i versamenti potranno invece essere effettuati entro il prossimo 20 agosto.

All’orizzonte non sembrano esserci ulteriori proroghe. Rispondendo all’interrogazione n. 5-04363 in Commissione Finanze della Camera, in cui si chiedeva di adottare “iniziative normative per introdurre una norma specifica nel prossimo provvedimento utile al fine di prevedere che i versamenti tardivi, fino al 30 settembre 2020, non siano soggetti a sanzioni”, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha infatti affermato che “l’ulteriore proroga richiesta inciderebbe, secondo gli uffici, sull’elaborazione delle previsioni delle imposte autoliquidate della nota di aggiornamento del DEF che, come noto, deve essere presentata al parlamento entro la fine di settembre”.

La partita della proroga dei versamenti resta quindi ferma a quanto stabilito con il DPCM 27 giugno 2020, a favore dei contribuenti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli ISA e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore a 5.164.569 euro.

Si ricorda che la proroga riguarda anche:
– i contribuenti che applicano il regime forfetario di cui alla L. 190/2014, oppure il regime di vantaggio di cui all’art. 27 del DL 98/2011 (c.d. “contribuenti minimi”), se svolgono attività economiche per le quali sono previsti gli ISA, ancorché siano esclusi dalla relativa applicazione;
– i soggetti che presentano altre cause di esclusione o di inapplicabilità degli ISA (es. inizio o cessazione attività, non normale svolgimento dell’attività, determinazione forfetaria del reddito, ecc.);
– i contribuenti che devono dichiarare un reddito imputato “per trasparenza”, ai sensi degli artt. 5115 e 116 del TUIR, da un soggetto che presenta i suddetti requisiti; sono quindi interessati anche i soci di società di persone, i collaboratori di imprese familiari, i coniugi che gestiscono aziende coniugali, i componenti di associazioni di artisti o professionisti, nonché i soci di società di capitali “trasparenti”.

Sono invece esclusi dalla proroga i contribuenti che svolgono attività agricole e che sono titolari solo di redditi agrari (cfr. risposta a interpello Agenzia delle Entrate 2 agosto 2019 n. 330).
La proroga riguarda i “versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi”, quindi:
– l’IRPEF, l’IRES, le relative addizionali e imposte sostitutive (es. cedolare secca, rivalutazione dei beni d’impresa) che seguono gli stessi termini previsti per le imposte sui redditi, l’IVIE e/o l’IVAFE;
– i contributi INPS dovuti da artigiani, commercianti e professionisti.

Come espressamente previsto dal DPCM, la proroga si applica anche:
– ai versamenti derivanti dalle dichiarazioni IRAP, qualora non si possa beneficiare dell’esclusione dal pagamento del saldo 2019 e del primo acconto 2020 disposta dall’art. 24 del DL 34/2020 (c.d. “Rilancio”);
– al versamento dell’IVA dovuta sui maggiori ricavi o compensi dichiarati per migliorare il proprio profilo di affidabilità in base agli ISA.

I termini prorogati ai fini delle imposte sui redditi devono ritenersi estensibili anche al versamento del saldo IVA 2019, con le previste maggiorazioni, qualora non sia ancora stato effettuato e non rientri nell’ambito dei versamenti sospesi per effetto dell’emergenza da COVID-19 che potranno essere effettuati entro il prossimo 16 settembre (con eventuale rateizzazione in 4 rate mensili).
La proroga deve ritenersi applicabile anche al diritto annuale per l’iscrizione o l’annotazione nel Registro delle imprese, in quanto deve essere versato entro il termine previsto per il pagamento del primo acconto delle imposte sui redditi.

In caso di opzione per la rateizzazione ai sensi dell’art. 20 del DLgs. 241/97, le rate successive alla prima devono essere versate entro il giorno 16 di ciascun mese, per i soggetti titolari di partita IVA, oppure entro la fine di ciascun mese, per gli altri contribuenti, anche se scadono nello stesso mese della prima rata, fermi restando i previsti differimenti “automatici” in caso di termini che scadono di sabato, in giorno festivo o durante il periodo feriale (dal 1° al 20 agosto).

Pertanto, un contribuente che può beneficiare della proroga e che versa la prima rata entro il 20 luglio:
– se è titolare di partita IVA, deve versare la seconda rata entro il 20 agosto (in considerazione del differimento per il periodo feriale);
– se non è titolare di partita IVA, deve invece versare la seconda rata entro il 31 luglio.